Alla ricerca dell’incredibile e del meraviglioso!

“Meraviglioso…il bene di una donna…che ama solo te…meravigliosoooo…”

Ogni tanto mi sorprendo mentre canticchio questa stupenda canzone dei Negramaro (cover di Domenico Modugno). E ogni tanto mi chiedo perché sia tanto bella questa canzone, cosa nasconde, cosa c’è tra le righe, tra nota e l’altra. Ok, loro sono bravissimi, ma cosa c’è ancora?

Perché ci piace? Ci piace perché nel ritornello si parla di ciò che tutti noi vorremmo nella vita. Ossia della meraviglia. Ci piace meravigliare ed essere meravigliati. L’incredibile è sempre stato seducente.

Perché quando avevo 6-7 anni mi alzavo la domenica mattina verso le 7.30/8.00 per vedere quei film chiamati “musicarelli” con Gianni Morandi, Teddy Reno, Bobby Solo o Little Tony? Perché mi portavano in un mondo altro…per me bambino, meraviglioso. Poi si cresce, si diventa adolescenti, ma il mistero rimane. Perché rimango sempre stato affascinato dai film? Mi ricordo l’eccitazione quando era appena arrivata la prima grande pay-tv italiana, e mio padre stipulò il primo contratto: eravamo abbonati a Tele+! Fantastico, meraviglioso, pieno di film! E mi mettevo lì, sulla poltrona d’ordinanza, davanti alla tv a vedere il film in prima serata. E mi dimenticavo delle versioni di greco, di latino, del compito di mate o dell’interrogazione di inglese! Ero immerso nel mondo del meraviglioso, del fantastico, di quel mondo distante dalla rudezza di tutti i giorni: alzati presto, fai colazione con saccottino all’albicocca e caffelatte, cartella, auto, metro, scuola, lezione, compito, drin campanella, intervallo, partitella in cortile con gli amici, di nuovo sui banchi, sudati! Interrogazione, mal di testa, drindrindrin tre fischi finali e tutti fuori. Ari-metro, bus, casa, pranzo al volo. Ore 15: compiti. Ore 17.30: allenamenti. Ore 20.30: a casa. Cena. E se non c’era un bel film…taaaac…compiti fino alle 22.30 e a volte fino a tarda notte! Che vita anaerobica: meno male che c’era il cinema (ammetto che studiare e giocare a calcio mi è sempre piaciuto da matti, ma er cinema era sempre er cinema). Meno male che c’era il mondo del fantastico e dell’onirico. A 15 anni amavo Wenders: ero rimasto affascinato da “Il cielo sopra Berlino”! E su Tele+ (ho ancora le VHS prontamente registrate) c’era la retrospettiva Wenders: ”Così lontano, così vicino” o “Paris, Texas” e “Prima del calcio di rigore”. Poi scopri anche il teatro, è lì il meraviglioso lo puoi vedere a 5 metri da te. Ne puoi sentire l’odore, puoi respirare la stessa aria. E sei avvolto dal meraviglioso. Le poltrone, il velluto, la scena, tutto in funzione dell’incredibile.

L’uomo cerca la meraviglia, fin dagli albori. L’uomo delle caverne vedeva la meraviglia nel fuoco e in chi lo sapeva gestire, questo fuoco. In effetti anche oggi le persone, che si dice, hanno il fuoco dentro, ci affascinano. Ci conquistano. E l’attore incarna questa fuoco, questa meraviglia. È fuoco egli stesso. Wow! Lo stesso Mejerchol’d parlava dell’incredibile nel lavoro dell’attore. Nel senso di lavorare sempre al limite delle proprie capacità per esplorare situazione esasperate in situazioni umanamente credibili. Al limite, appunto, dell’incredibile, arrivando a toccare il fantastico e l’iperbolico. Ma per meravigliare, dobbiamo prima di tutto essere disponibili a farci meravigliare. Dobbiamo essere i primi a meravigliarci per ciò che ci accade e che facciamo accadere. Dobbiamo lavorare sullo stupore. Che si chiamino musicarelli o Wenders. Che tu abbia 5-15-30-40 o 60 anni! C’era una campagna di Diesel che diceva “be stupid”, bhe, parafrasandola potrei dire, “be stupit”…Con leggera concessione della lingua inglese! Be stupit, be wow-ed! Non me ne vogliano i copywriter! Questo è il meglio che posso fare quando fuori piove e l’Italia affonda a colpi di spread.

L’attore deve tendere al mondo che va oltre. Perché ci affascina, ci magnetizza Johnny Deep mentre interpreta Jack Sparrow? (Bhe, certo, le femminucce mi diranno che certo non è un attore che passa inosservato…sì ma c’è anche dell’altro) Affascina anche perché lavora su un personaggio altro rispetto al mondo reale. È epico, eroico. È meraviglioso. Così Jack Nicholson in “Shining” o Meryl Streep (tra l’altro avendo come punto di riferimento una persona vera e propria, ma riuscendo a renderla più onirica,  rispetto al quotidiano)ne “Il diavolo veste Prada”.

Certo, sono grandi personaggi, sono grandi sceneggiature. Ma ogni attore deve lavorare per cercare l’onirico, per cercare quel pizzico di magia che lega la sua realtà concreta di tutti i giorni, la sua parte conscia, la sua parte inconscia, onirica e le circostanze date dal testo e dal regista. Il personaggio in scena è una sintesi tra legge degli uomini e legge divina, come dicevano gli antichi. E questa sintesi si evidenzia nella gestualità, nel modo di parlare, nelle qualità umane, nel costume, nel portamento, nella mimica e nell’età scenica. Tutto alla ricerca dell’incredibile e del meraviglioso. Una dura lotta contro se stessi, perché per cercare questa sintesi c’è bisogno di mettere in campo se stessi, con coraggio, e non basta mettere solo se stessi, ma bisogna mettere in campo il meglio di se stessi. Sempre. Ed è una battaglia quotidiana contro la propria pigrizia e la propria comodità, che spesso non ci fanno andare molto lontano. Presto, accendiamo la miccia, diamo gas e meravigliamoci.

 Be stupit, be wowed!

Un abbraccio a tutti.

Extras:

Eccovi il testo:

E’ vero
credetemi è accaduto
di notte su di un ponte
guardando l’acqua scura
con la dannata voglia
di fare un tuffo giù uh
D’un tratto
qualcuno alle mie spalle
forse un angelo
vestito da passante
mi portò via dicendomi
Così ih:
Meraviglioso
ma come non ti accorgi
di quanto il mondo sia
meraviglioso
Meraviglioso
perfino il tuo dolore
potrà apparire poi
meraviglioso
Ma guarda intorno a te
che doni ti hanno fatto:
ti hanno inventato
il mare eh!
Tu dici non ho niente
Ti sembra niente il sole!
La vita
l’amore
Meraviglioso
il bene di una donna
che ama solo te
meraviglioso
La luce di un mattino
l’abbraccio di un amico
il viso di un bambino
meraviglioso
meraviglioso…
ah!…

La notte era finita
e ti sentivo ancora
Sapore della vita
Meraviglioso
Meraviglioso….

meraviglioso
il bene di una donna
che ama solo te
meraviglioso
La notte ora finita
e ti sentivo ancora
l’amore della vita
Meraviglioso
Meraviglioso…

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1 commento su “Alla ricerca dell’incredibile e del meraviglioso!”

  1. http://www.youtube.com/watch?v=WyOJ-A5iv5I

    Luca Strano.. come si fa a non rispondere a questo tuo inno alla vita?

    una condivisione di bellezza…

    ” Nella vita ho amato cuore e anima, luci e ombre della terra. Questo amore senza fine ha fatto volare la voce della speranza nell’azzurro del cielo e rimarrà nella felicità e nel dolore più profondo, rimarrà in ogni gemma e in ogni fiore, nelle notti primaverili ed estive. Ha messo l’anello di nozze alla mano del futuro” ( R. Tagore)

    ” Consapevolezza è non distogliere lo sguardo. Siate in unità con ciò che incontrate, esattamente qui ed ora. Questo significa semplicemente: fare qualcosa con tutto il cuore” (K. S. Roshi)

    “Il mio sguardo è nitido come un girasole.
    Ho l’abitudine di camminare per le strade
    guardando a destra e a sinistra
    e talvolta guardando dietro di me…
    E ciò che vedo a ogni momento
    è ciò che non avevo mai visto prima,
    e so accorgermene molto bene.
    So avere lo stupore essenziale
    che avrebbe un bambino se, nel nascere,
    si accorgesse che è nato davvero…
    Mi sento nascere a ogni momento
    per l’eterna novità del Mondo…

    Credo al mondo come a una margherita,
    perché lo vedo. Ma non penso ad esso,
    perché pensare è non capire…
    Il Mondo non si è fatto perché noi pensiamo a lui,
    (pensare è un’infermità degli occhi)
    ma per guardarlo ed essere in armonia con esso…

    Io non ho filosofia: ho sensi.
    Se parlo della Natura, non è perché sappia ciò che è,
    ma perché l’amo, e l’amo per questo
    perché chi ama non sa mai quello che ama,
    né sa perché ama, né cosa sia amare…

    Amare è l’eterna innocenza,
    e l’unica innocenza è non pensare…”

    (Fernando Pessoa)

    ..in scena, a teatro come nella vita l’improvvisazione così come la recitazione arriva solo se sei consapevole nel momento presente, se sei con l’altro, se ti abbandoni con fiducia a tutta la meraviglia che è li per te.. e con essa cooperare.. parlo d’amore perché è l’unica chiave che può permetterci di vedere e di aprirci all’inevitabile..avendo fiducia di ciò che il mondo ha preparato per noi..
    respira..sei vivo!

    Buona serata!!!
    Abbracci

    Gattociccione

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